Studio Biblico Comunità Evangelica Imola 23 Marzo 2009

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Chiesa Cristiana Evangelica di Imola (Bo)

Studio Biblico

Lunedì 23 Marzo 2009

Panoramica dell’Esodo (2° parte)

tenuto da Iader Pattuelli


Es 20:1-17 Allora Dio pronunziò tutte queste parole:

2 «Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù.

3 Non avere altri dèi oltre a me.

4 Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, 6 e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

7 Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano; perché il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.

8 Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo. 9 Lavora sei giorni e fa’ tutto il tuo lavoro, 10 ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al SIGNORE Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città; 11 poiché in sei giorni il SIGNORE fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno del riposo e lo ha santificato.

12 Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà.

13 Non uccidere.

14 Non commettere adulterio.

15 Non rubare.

16 Non attestare il falso contro il tuo prossimo.

17 Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo».

 

Dt 5:6-21 «Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù.

7 Non avere altri dèi oltre a me.

8 Non farti scultura, immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra.

9 Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, 10 e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

11 Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano, poiché il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.

12 Osserva il giorno del riposo per santificarlo, come il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha comandato. 13 Lavora sei giorni, e fa’ tutto il tuo lavoro, 14 ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al SIGNORE Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bue, né il tuo asino, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città, affinché il tuo servo e la tua serva si riposino come te. 15 Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha fatto uscire di là con mano potente e con braccio steso; perciò il SIGNORE, il tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno del riposo.

16 Onora tuo padre e tua madre, come il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha ordinato, affinché i tuoi giorni siano prolungati e affinché venga a te del bene sulla terra che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà.

17 Non uccidere.

18 Non commettere adulterio.

19 Non rubare.

20 Non attestare il falso contro il tuo prossimo.

21 Non desiderare la moglie del tuo prossimo; non bramare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo».

 

Facciamo il parallelo tra Es e Dt:

‘non avere altri dèi oltre a me’ come traduzione è molto limitativa, il senso più profondo è ‘non avere altri dèi in mia presenza’, cioè non devono esserci altre autorità al cospetto di Dio. L’unico punto di riferimento per la tua esistenza sono Io; questo è ciò che il Signore vuole dirci, perché spesso le autorità alla quale ci sottomettiamo sono diverse. Qui Dio dice di porre Lui stesso come massima autorità, in base al quale compio le mie scelte ed in base al quale colloco la mia esistenza. Non affiancare altri punti di riferimento per gestire la tua vita.

 

Es 20:8 e Dt 5:12;

C’è una differenza. Nel primo caso viene detto ‘ricordati’, mentre nel secondo caso ‘osserva’.

 

Es 20:9-11; qui viene messo in evidenza il dovere di ricalcare il ‘modus operandi’ di Dio.

Notare l’attenzione che c’è sul fatto che anche il servo e la serva abbiano riposo il sabato, che anche gli animali e la terra riposino e l’attenzione che c’è nei riguardi della creazione. Il riposo non è un qualche cosa di accessorio che una persona deve prendersi solo se si è stancato molto. Esso fa parte del piano creazionale di Dio. Quando si completa la creazione? Nel settimo giorno! Nel giorno del riposo. Questo aspetto del riposo che noi abbiamo stravolto, messo quasi fuori luogo nella maniera più assoluta, fa parte dell’aspetto creativo originario di Dio, come godimento dell’opera fatta. Noi lo vediamo come il momento per riprendere la nostra attività, ossia quel lasso di tempo che ci serve per defaticare e per riprendere la marcia. Nel piano di Dio, invece, è visto come il godimento dell’opera che è stata compiuta. Questa attenzione nei confronti dell’altro, degli animali e via di seguito rientra nel mandato che Dio aveva dato ad Adamo in Eden, cioè quello di dominare sugli animali e prendersi cura del creato. Tu stesso devi dare il buon esempio per prenderti cura di ciò che Dio ha creato. I nostri presupposti partono da altri valori. In un certo qual modo Dio dice che è qui per far sì che tu torni ad essere ciò che devi essere, cioè per farti riprendere il tuo ruolo esistenziale nel creato. Non sei una macchiolina che si deve avvolgere in un guscio e vivere la tua spiritualità indipendentemente da tutto il resto.

 

Dt 5:13-16

In Egitto cosa era successo? In qualche modo si erano stravolti i canoni creazionali. Tu eri prigioniero di una forza straniera che ti costringeva a comportarti in un modo diverso da quello che il tuo Creatore ha preparato per te. Là eri obbligato, adesso sei stato liberato e quindi sei chiamato ad un atteggiamento diverso. Presta attenzione, perché tu hai capito che cosa significa essere schiavo, costretto a fare le cose in un certo modo, attento a non essere tu che costringi i tuoi sottoposti, i tuoi animali e la tua terra a vivere qualcosa che non è dato per loro. Avendo sperimentato cosa significhi essere assoggettato da una forza malvagia, che ti obbliga ad agire secondo la sua volontà, ora che sei stato liberato non comportarti nella medesima maniera; perché il Signore è il tuo Signore, ma lo è anche di tutti gli altri per cui ci sia una equità ed una giustizia, riconoscendo che tutti siete sotto al medesimo Dio. Il messaggio che è racchiuso in questi comandamenti è: AMATEVI.

 

Gal 5:14 poiché tutta la legge è adempiuta in quest’unica parola: «Ama il tuo prossimo come te stesso».

 

Gv 13:34 Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Com’io v’ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri.

 

Si entra nella consapevolezza di essere stati chiamati dal Dio di amore che nella più totale libertà ha creato ogni cosa, affinché se ne possa godere; attenzione che il peccato è una schiavitù che non permette di godere di ciò che nel creato è stato messo a nostra disposizione. Allora il Signore è venuto per liberarci e per permetterci, in questa libertà, di poter amare. C’è un legame strettissimo tra amore, libertà, godimento, riposo e pace che li rende inscindibili. L’obiettivo che Dio ha è quello di farci stare bene, nel creato che Egli ha fatto per noi. Vuole ricollocarci ove dovremmo essere, nella posizione che abbiamo perso a causa della nostra testardaggine e cocciutaggine.

 

Es 20:12; il verbo che viene usato in ebraico, tradotto con ‘onora’, è un verbo che oltre al rispetto, all’obbedienza e quant’altro mette in evidenza anche il fatto del prendersi cura di padre e madre anche dal punto di vista economico, quando non saranno più in grado di provvedere a loro stessi con le proprie forze. Questo sempre nell’ambito dell’amore.

 

Mc 7:8-13 8 Avendo tralasciato il comandamento di Dio vi attenete alla tradizione degli uomini». 9 Diceva loro ancora: «Come sapete bene annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! 10 Mosè infatti ha detto: “Onora tuo padre e tua madre“; e: “Chi maledice padre o madre sia condannato a morte“. 11 Voi, invece, se uno dice a suo padre o a sua madre: “Quello con cui potrei assisterti è Corbàn” (vale a dire, un’offerta a Dio), 12 non gli lasciate più far niente per suo padre o sua madre, 13 annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. Di cose simili ne fate molte».

 

Eso 24:1-18 Poi Dio disse a Mosè: «Sali verso il SIGNORE tu e Aaronne, Nadab e Abiu, e settanta degli anziani d’Israele e adorate da lontano; 2 poi Mosè solo avanzerà verso il SIGNORE; ma gli altri non si avvicineranno e neppure il popolo salirà con lui».3 Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del SIGNORE e tutte le leggi; e tutto il popolo rispose a una voce e disse: «Noi faremo tutte le cose che il SIGNORE ha dette».4 Mosè scrisse tutte le parole del SIGNORE. Poi si alzò la mattina presto e costruì ai piedi del monte un altare e dodici pietre per le dodici tribù d’Israele. 5 Mandò dei giovani israeliti a offrire olocausti e a immolare tori come sacrifici di riconoscenza al SIGNORE. 6 Mosè prese metà del sangue e la mise in catini; l’altra metà la sparse sull’altare. 7 Poi prese il libro del patto e lo lesse in presenza del popolo, il quale disse: «Noi faremo tutto quello che il SIGNORE ha detto e ubbidiremo». 8 Allora Mosè prese il sangue, ne asperse il popolo e disse: «Ecco il sangue del patto che il SIGNORE ha fatto con voi sul fondamento di tutte queste parole».9 Poi Mosè e Aaronne, Nadab e Abiu e settanta degli anziani d’Israele salirono 10 e videro il Dio d’Israele. Sotto i suoi piedi vi era come un pavimento lavorato in trasparente zaffiro, e simile, per limpidezza, al cielo stesso. 11 Ma egli non stese la sua mano contro quegli eletti dei figli d’Israele; anzi essi videro Dio, e mangiarono e bevvero.

12 Il SIGNORE disse a Mosè: «Sali da me sul monte e férmati qui; io ti darò delle tavole di pietra, la legge e i comandamenti che ho scritto, perché siano insegnati ai figli d’Israele».

 

Es 24:8; Un patto ratificato col sangue. Anche la circoncisione aveva questo sangue che ratificava il patto. Attenzione: su che cosa è basato? ‘Sul fondamento di queste parole‘. Nel nuovo testamento qual è il fondamento del patto della Chiesa? Su cosa è fondata la Chiesa? Da e su Gesù Cristo che è la Parola di Dio, questa Parola che Dio Padre ha mandato, per essere fondamento della relazione e dell’impegno che Dio si è preso verso di noi, di Sua iniziativa e nella piena e totale libertà. Egli stesso deve essere il fondamento sulla quale noi fondiamo la nostra esistenza e sul quale basiamo la nostra vita, perché è su quel riferimento che ci verrà chiesto conto della nostra vita. Di qui l’importanza di conoscere quella Parola ed essere fondati su di Essa. Questa Parola è il tutto Creatore, il tutto Sostenitore e il tutto mandato per recuperare coloro che debbono ubbidire a questa voce per partecipare ai contenuti di questa Parola: AMORE.

 

«i comandamenti che ho scritto, perché siano insegnati ai figli d’Israele». L’ubbidienza a questi comandamenti che il Signore ha scritto sono la base per questa ubbidienza e di questa relazione.

 

Es 25-28; raccolta del materiale per la costruzione del tabernacolo. Ad un certo punto Mosè deve dire basta, perché ciò che hanno è sovrabbondante. Di fronte a questa chiamata il popolo risponde generosamente. Nel cammino giornaliero, ove non era richiesto di fare offerte straordinarie ma di ubbidire alle leggi che il Signore aveva fatto, il popolo in modo sistematico cadeva e cade. Questo ci deve insegnare che ci possono essere momenti di grande entusiasmo dove saremmo disposti a fare di tutto, poi in altri frangenti il torpore ci assale e non c’è questa grande lucentezza. Fare attenzione alle piccole cose, che sono quelle che il Signore apprezza di più, rispetto alle grandi manifestazioni di entusiasmo.

 

Es 29-31; consacrazione dei sacerdoti, gli unici che potevano fare da intermediari tra il popolo e Dio, perché il popolo stesso si era accorto della grande lontananza che si era creata tra questi ultimi e l’Eterno. I sacerdoti sono dei Leviti perché appartengono alla tribù di Levi e sono discendenti della famiglia di Aronne. Mentre i Leviti in generale sono quelli che poi si occuperanno di montare e smontare la tenda di convegno mentre camminano nel deserto e quando si stabiliranno a Gerusalemme saranno coloro che si occuperanno di tutte le funzioni del tempio.

 

Es 32; episodio incredibile dell’idolatria nella costruzione del vitello d’oro. Loro venivano dall’Egitto dove c’era un forte culto alle divinità. Tutti i discorsi che il Signore fa, mentre parla con Mosè, sono tutti tesi al bene del popolo ma, contemporaneamente, questo stesso popolo stava tramando per farsi un altro tipo di guida rispetto a quel Dio che era sceso sulla terra per fargli del bene.

 

Es 32:7 7 Il SIGNORE disse a Mosè: «Va’, scendi; perché il tuo popolo che hai fatto uscire dal paese d’Egitto, si è corrotto;

 

Notare che il Signore si rivolge a Mosè dicendo ‘il tuo popolo’.

 

Es 32:10-14 10 Dunque, lascia che la mia ira s’infiammi contro di loro e che io li consumi, ma di te io farò una grande nazione».11 Allora Mosè supplicò l’Eterno, il suo Dio, e disse: ‘Perché, o Eterno, l’ira tua s’infiammerebbe contro il tuo popolo che hai tratto dal paese d’Egitto con gran potenza e con mano forte? 12 Perché direbbero gli Egiziani: Egli li ha tratti fuori per far loro del male, per ucciderli su per le montagne e per sterminarli di sulla faccia della terra? Calma l’ardore della tua ira e pèntiti del male di cui minacci il tuo popolo. 13 Ricordati d’Abrahamo, d’Isacco e d’Israele, tuoi servi, ai quali giurasti per te stesso, dicendo loro: Io moltiplicherò la vostra progenie come le stelle de’ cieli; darò alla vostra progenie tutto questo paese di cui vi ho parlato, ed essa lo possederà in perpetuo’. 14 E l’Eterno si pentì del male che avea detto di fare al suo popolo.

 

Mosè mostra di aver capito il significato dei comandamenti: AMA. Anche se sono un popolo così testardo e così indegno, c’è questo sentimento di intercessione.

 

Es 32:19 Quando fu vicino all’accampamento, vide il vitello e le danze; e l’ira di Mosè s’infiammò ed egli gettò dalle mani le tavole e le spezzò ai piedi del monte.

 

Es 32:22-23 22Aaronne rispose: «L’ira del mio signore non s’infiammi; tu conosci questo popolo e sai che è incline al male. 23 Essi mi hanno detto: “Facci un dio che vada davanti a noi; poiché quel Mosè, l’uomo che ci ha fatti uscire dal paese d’Egitto, non sappiamo che fine abbia fatto”.

 

L’atteggiamento di Aronne è molto diverso da quello di Mosè, in qualche modo scarica il peso sugli altri.

 

Es 32:31-33 31Mosè dunque tornò al SIGNORE e disse: «Ahimè, questo popolo ha commesso un grande peccato e si è fatto un dio d’oro; 32 nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, ti prego, cancellami dal tuo libro che hai scritto!» 33 Il SIGNORE rispose a Mosè: «Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro!

 

Di fronte anche a questa mancanza del popolo Mosè chiede di perdonarli, altrimenti di essere messo con loro. Questo ci ricorda il Signore Gesù. Pur essendo Lui giusto e sceso dal monte del cielo, davanti a questo popolo che si fa i vitelli d’oro, di fronte alla giusta ira di Dio dice: PERDONALI, altrimenti cancella anche me. Questo è il senso dell’intercessione e dell’amore verso il creato e verso le creature. Per amore di quel giusto ha salvato tutto il popolo, per amore di Cristo ha salvato coloro con cui Cristo si è messo. Questa è la potenza dell’intercessione.

 

Es 33; perdono da parte di Dio.

 

Es 33:12-16 12Mosè disse al SIGNORE: «Vedi, tu mi dici: “Fa’ salire questo popolo!” Però non mi fai conoscere chi manderai con me. Eppure hai detto: “Io ti conosco personalmente e anche hai trovato grazia agli occhi miei”. 13 Or dunque, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, ti prego, fammi conoscere le tue vie, affinché io ti conosca e possa trovare grazia agli occhi tuoi. Considera che questa nazione è popolo tuo». 14 Il SIGNORE rispose: «La mia presenza andrà con te e io ti darò riposo». 15 Mosè gli disse: «Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui. 16 Poiché, come si farà ora a conoscere che io e il tuo popolo abbiamo trovato grazia agli occhi tuoi, se tu non vieni con noi? Questo fatto distinguerà me e il tuo popolo da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra».

 

Signore se tu non vieni con noi dove ce ne andremo? Solo Tu hai parole di vita eterna. Se la Tua Parola non viene con noi, dove andremo a sbattere la testa?

 

Es 34:11-16 11Osserva quello che oggi ti comando: Ecco, io scaccerò davanti a te gli Amorei, i Cananei, gli Ittiti, i Ferezei, gli Ivvei e i Gebusei. 12 Guardati dal fare alleanza con gli abitanti del paese nel quale stai per andare, perché non diventino, in mezzo a te, una trappola; 13 ma demolite i loro altari, frantumate le loro colonne, abbattete i loro idoli; 14 tu non adorerai altro dio, perché il SIGNORE, che si chiama il Geloso, è un Dio geloso. 15 Guardati dal fare alleanza con gli abitanti del paese, altrimenti, quando quelli si prostituiranno ai loro dèi e offriranno sacrifici ai loro dèi, potrà avvenire che essi t’invitino e tu mangi dei loro sacrifici, 16 prenda delle loro figlie per i tuoi figli, e le loro figlie si prostituiscano ai loro dèi e inducano i tuoi figli a prostituirsi ai loro dèi.

 

In che modo si esprime questa depravazione al giorno d’oggi? Come possiamo guardarci da queste cose?

 

Es 35-40; realizzazione del tabernacolo che Dio ha voluto affinché fosse un riferimento visibile in mezzo al popolo. Non farti delle immagini perché io sono lì. Chi è l’immagine di Dio? Noi siamo l’immagine di Dio e dobbiamo vivere in armonia con le Sue leggi, affinché mediante i nostri atteggiamenti si veda che noi apparteniamo al Signore.

-Brani e riferimenti raccolti da Alessio R. membro chiesa cristiana evangelica di Imola-

Studio Biblico Comunità Evangelica Imola 23 Marzo 2009ultima modifica: 2009-03-27T19:51:51+01:00da admin
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